Statement

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L’Impronta del Tempo, dalla cultura alla natura nella dis-contemporaneità.

Nel mio agire, raccolgo prima – strato su strato – densi superfici di colore rugosi ed irregolari. In cui il corpo del colore e processato attraverso tecniche e materiali eterogenei – poveri soprattutto, di recupero, logorati dall’uso – modulando nello stesso spazio velature e grosse congregazioni materiche che, in alcuni punti, riemergono quasi a dilatare la superficie della tela.
I miei dispositivi crescono in sedimenti. Questi strati sono dentro di me. Sono io stesso un sedimento.
Per poi invertire la marcia e svuotare di contenuti ciò che ho dipinto: incidendo, graffiando, tagliando, bruciando, ferendo, bucando la materia e il colore accumulato.
Nella sottrazione – come gesto per reintegrare ciò che è andato perduto con la mia psiche – continuo a esplorare intrecci, inciampi, collisioni di senso e di segni. Per presentare così una struttura tattile-visiva che scandisce sulla mia parte corporea – nell’intero processo dell’esperienza – le tracce mnestiche dell’essere indefinibile del Tempo. 

Il mio processo artistico è imbevuto della ri-flessione sulla natura del Tempo e sulla sua percezione. Provo a restituirne forma visiva da una sequenza di segni che sembrano sospendere, condensare o allungare il suo movimento.
Per misurare in maniera indiretta il valore di questa forza invisibile, acquista per me un’importanza primaria l’esperienza delle trasformazioni “scultoree” che il suo scorrere plasma sul volto della materia e la “corporeità” di luce che assume nelle cromie sperimentate nelle superfici. Così l’impronta morfologica del Tempo viene catturata nelle forme del mio artefatto, originata dai materiali e dal processo. 
Fallisco tutte le volte. Ogni parte del dispositivo finale, ogni piccolo elemento, ogni riflesso espone solo in modo frammentario quella sorta di invisibilità del Tempo che solo lo “spett-attore” è in grado di completare – non necessariamente nell’immediato -, in un movimento relazionale sempre presente che concentra in sé il proprio passato e il futuro.